Foligno



Foligno è uno dei rari centri storici dell’Umbria edificato in pianura, sorto come è sulle rive del Topino là dove il fiume sbocca nella valle. La zona vide prosciugare grandi aree paludose con interventi successivi, prima in epoca romana, poi nel XV e XVI secolo fino a quelli definitivi nell’ 800.

Il momento più significativo di una visita a Foligno è probabilmente rappresentato dalla visita a Piazza della Repubblica e all’attigua Piazza Duomo. La prima, nel suo attuale assetto, con sagoma allungata e l’innesto di quattro strade agli angoli, risponde ai canoni più generali con cui tra il XII e il XIII secolo venivano progettate molte piazze comunali umbre; su di essa si affacciano il Duomo, il Palazzo Comunale eretto fra il 1262 e il 1265, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Orfini del 1515 e il Palazzo Trinci, che conserva tracce delle belle decorazioni e alcune sale pregevolmente affrescate.
I turisti più attenti non dovrebbero lasciare Foligno senza aver visitato la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas ed a soli 6 km dal centro l’abbazia di Sassovivo (in questo momento in parziale restauro). La prima è caratterizzata, oltre che dagli affreschi del 400 e del 500, dalla bella torre campanaria e da un portico del XI secolo, la seconda invece si ricorderà per il chiostro romanico duecentesco su 128 esili colonne e per l’atmosfera mistica che si respira negli ambienti benedettini.
Fra le più importanti manifestazioni organizzate nella città merita senza dubbio una nota particolare la Giostra della Quintana 2010

La famiglia Trinci è un nobile casato che ha guidato la città di Foligno, eleggendola a propria signoria, dal 1305 al 1439. Sotto la loro conduzione, la città espanse notevolmente i propri domini ed aree d’influenza e si arricchì di opere architettoniche di grande pregio, come Palazzo Trinci.Nel 1305 i Trinci, dopo essere diventati di parte guelfa, divennero signori di Foligno, cacciando ighibellini Anastasi grazie all’aiuto di nobili spoletini e perugini.

Il primo signore fu Nallo, che guidò la signoria dal 1305 al 1321, da lui in poi i Trinci governarono assumendo i titoli di gonfalonieri di giustizia e capitani di parte guelfa. Venne quindi il dominio del fratello, Ugolino I, che durò sino al 1338; poi lo scettro passò al figlio di Nallo, Corrado I, fino al1343. Dal 1343 al 1353 rimase in carica Ugolino Novello, ultimo ad avere i titoli succitati. Il primo riconoscimento da parte di un sovrano, il papa Urbano V, arrivò nel 1367, quando il figlio di Ugolino Novello, Trincia Trinci, venne insignito vicario apostolico. Trincia venne ucciso nel 1377 da alcuni fuoriusciti ghibellini. Fino al 1386 gli succedette il fratello Corrado II e poi, fino al 1415 il figlio Ugolino III, che divenne particolarmente amico del perugino Braccio Fortebraccio. I figli che Ugolino III aveva avuto da Costanza Orsini guidarono collettivamente Foligno dal 1415 al1421: essi erano Niccolò, Bartolomeo e Corrado. Questi, diventato Corrado III nel 1421, effettuò uno strappo con l’autorità pontificia, scatenandone le ire: l’8 settembre 1439, il cardinale Giovanni Maria Vitelleschi conquistò Foligno e la pose sotto la guida diretta dello Stato della Chiesa.

La giostra della Quintana

Come altri tornei cavallereschi la Giostra della Quintana è un appuntamento immancabile per la città di Foligno e per coloro che si trovano a visitare l’Umbria. La Giostra della Quintana, da alcuni anni a questa parte, si svolge in due eventi separati nell’arco dell’anno. La prima a Giugno e la seconda a Settembre. L’edizione di giugno è chiamata LA SFIDA, mentre quella di settembre LA RIVINCITA. Gran fascino riserva l’edizione di giugno con la gara che si svolge in notturna la sera del sabato. La Giostra della Quintana di Foligno è forse la manifestazione più importante nel territorio proprio perchè con essa si apre la stagione estiva
La Giostra della Quintana si propone a Foligno dal 1946 che da oltre 50 anni la città ritorna, come per incanto, agli splendori del seicento barocco con i magnifici costumi ornati di merletti, il tambureggiare degli zoccoli dei cavalli e gli stornelli che echeggiano nelle taverne e per le vie.
Le donne diventano MADONNE e gli uomini MESSERI, tutti entusiasmati a sostenere la giostra al CAMPO DE LI GIOCHI con l’incalzare di gioiose grida ed incitamenti per i destrieri ed i cavalieri eletti.
A sfidarsi in una gara di particolare tensione, sono dieci campioni dei rispettivi rioni: il Gagliardo per gli Ammanniti, l’Ardito per il Badia, il Pertinace per il Cassero, il Furente per il Contrastanga, il Fedele per il Crocebianca, l’Animoso per il Giotti, Il Generoso per la Mora, il Baldo per il rione Morlupo, il Moro per il Pugilli e l’Audace per il rione Spada. Premio per il vincitore è un preziosissimo Palio realizzato da pittori illustri e da sfoggiare in taverna a suscitare invidia ai perdenti!
Il tracciato del campo ha la forma di un otto che misura 754 metri, al centro è posta la statua del Dio Marte (detta Quintanone) addetta al sostegno dell’anello.
La Giostra della Quintana si sviluppa in tre tornate, con tre anelli da infilare per ognuna. Ad ogni tornata gli anelli diminuiscono il loro diametro passando dai 10 centimetri della prima tornata, agli 8 della seconda ed ai 6 della terza ed ultima tornata. Vince il cavaliere che infilando tutti gli anelli impiega il minor tempo senza nessuna penalità (abbattimento di una bandierina, perdita di un anello ecc.). Il record della pista, è detenuto dal rione Ammanniti con 55.50 secondi).
La Giostra della Quintana si apre tradizionalmente con la Fiera dei Soprastanti, che riproduce l’antico mercato in cui tutti possono fare acquisti solo se provvisti di QUATTRINI, moneta originale dell’epoca, reperibili all’entrata del mercato. Per i giorni successivi alla fiera i rioni aprono le loro taverne al pubblico per festeggiare e per degustare i piatti tipici della tradizione locale. I festeggiamenti in taverna si chiudono il sabato sera per la sfilata del Corteo Storico che calca tutte le vie più importanti della città.

 

 

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